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7 donne e un mistero: recensione della commedia di Alessandro Genovesi
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7 donne e un mistero: recensione della commedia di Alessandro Genovesi

Tags: 7 donne e un mistero, Alessandro Genovesi, Margherita Buy

Sinossi di 7 donne e un mistero:

? la Vigilia di Natale. Una famiglia composta maggiormente da donne si ritrova insieme per i festeggiamenti. Peccato per? che verranno segnati dalla morte dell’unico uomo del nucleo famigliare, accoltellato alle spalle da un assassino che si nasconde dentro casa. Potrebbe trattarsi di una qualsiasi delle sette donne della sua vita.

Recensione di 7 donne e un mistero:

Nel cinema italiano Alessandro Genovesi ? il regista del Natale. Non solo opere legate alle feste, ma sono comunque diversi i titoli che hanno punteggiato la sua filmografia facendo ricadere personaggi e racconti all?interno di un contesto festivo fatto di luci e panettoni. Molte volte, nel suo cinema, il Natale ? diventato una variante di storie gi? presentate. Cos? La peggior settimana della mia vita (2011) diventa l?anno successivo Il peggior Natale della mia vita, 10 giorni senza mamma (2019) si tramuta a dodici mesi di distanza in 10 giorni con Babbo Natale, mentre per il 2021 Genovesi apparecchia la tavola della Vigilia per le sue protagoniste di 7 donne e un mistero.

Remake delle 8 donne e un mistero di Fran?ois Ozon del 2002, entrambi basati sulla pi?ce teatrale Huit femmes di Robert Thomas, l?opera dell?autore italiano alla scrittura insieme a Lisa Nur Sultan manifesta il bisogno di un panorama nostrano di poter affidare a sempre pi? attrici le redini di progetti e produzioni, permettendo di vederle in ruoli vari e di risalto. ? evidente come il film affidi completamente alla direzione delle interpreti il tono e la personalit? di 7 donne e un mistero, facendogliene loro dono per poter sbizzarrirsi in questo stallo tutto al femminile in cui sferrare i propri colpi per poter primeggiare.

L’aria stravagante, ma misurata di 7 donne e un mistero

Un desiderio di emergere non delle singole interpreti, tra cui figurano nomi che non hanno assolutamente bisogno di dover dimostrare nulla, ma come coesione di insieme per una comicit? e una funzionalit? del ritmo dell?opera che pu? dirsi riuscito solamente se ogni attrice riesce ad affidarsi e a credere nella complicit? con il resto delle colleghe. ? in fondo esattamente questo lo scopo che si pone come fondamenta per la riuscita e comprensione della storia: una solidariet? che le protagoniste devono dimostrare in quanto donne, che si riflette nella narrazione in una coalizzazione vincente e, nella vita vera, in un risultato a compimento del loro lavoro pi? che soddisfacente.

Se la versione francese di Ozon caratterizzava le proprie donne e il conseguente racconto con un?aria bislacca che andava sempre pi? affondo in derive grottesche – le quali hanno fatto il consenso e il riconoscimento della pellicola francese – per la sua rilettura Alessandro Genovesi asciuga l?animo stravagante non dimenticando per? i risvolti tragicomici. ? sicuramente un temperamento pi? mite quello che d? vita a 7 donne e un mistero, pi? volutamente elegante pur ricercando un fare buffonesco che contribuisce alla stramberia pronunciata e finzionale del racconto.

Le 7 attrici del mistero

A sostenere l?andamento di questo gioco velatamente al massacro, dove a farsi la guerra sono delle protagoniste che non dovrebbero mai mettersi l?una contro l?altra ?soprattutto se ? un uomo a chiedertelo?, sono le performance fittizie e sottolineate del cast. Generazioni e astrazioni cinematografiche diverse unite in un calderone che possa cos? ribollire di contraddizioni e affinit?. Margherita Buy, matrona nel film e all?interno del gruppo di attrici, catalizza la personalit? stessa della pellicola che si rispecchia tutta nell?eccesso del suo personaggio eppure nell?estrema prudenza con cui va rivestendolo. ? sicuramente lei il centro della casa diventata palcoscenico di un omicidio che detta la caratura delle attrice che le vorticano attorno, dove alla risolutezza della cameriera Luisa Ranieri si alterna la sfrontatezza della nonna Rachele di Ornella Vanoni, fino alla canonizzazione rivisitata della femme fatale di Micaela Ramazzotti.

Misurato nella sua riproposta di un testo bizzarro, contenuto pur con le potenzialit? di poter fuoriuscire in maniera cinica e sadica, 7 donne e un mistero ? comunque un buon crime per i giorni di Natale fatti di parenti-serpenti e della voglia di ridere dei nostri segreti di famiglia. Un?opera leggera dall?ottima ricostruzione scenica e un umorismo tutto legato a quelle sette donne protagoniste, affilate pi? di qualsiasi coltello piantato nella schiena.

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