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Alessandro Cattelan: Una semplice domanda: recensione show Netflix
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Alessandro Cattelan: Una semplice domanda: recensione show Netflix

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Alessandro Cattelan approda su Netflix e lo fa con il primo docu-show italiano della piattaforma: Alessandro Cattelan: Una semplice domanda: 6 episodi in cui il presentatore ? autore e protagonista. Un successo o l’ennesimo prodotto che ne limita l’immenso talento?

Gi? con Da Grande ha rischiato di minare una credibilit? che non metteremmo mai in discussione, ma che non si ? abbinata per niente alle volont? dei vertici Rai o alla sua visione da show in prima serata. E con Alessandro Cattelan: Una semplice domanda potrebbe succedere altrettanto.

L?intuizione di fondo ? carina, pur risultando del tutto sterile ai fini di una confezione che vede vagare il suo protagonista tra persone e luoghi ricercando la risposta alla felicit? e provando attraverso gli occhi di altri di spiegarla. Quella che risulta essere una riflessione che ognuno almeno una volta ha rivolto al proprio privato, Cattelan la teorizzi cercandone le varie sfumature, ma non cogliendone mai il punto. E non perch?, alla fine, per ognuno un briciolo di gioia ? diverso da quello di un altro. Ma perch? nel calderone di soluzioni che vediamo nello show manca un filo logico.

Dalla religione al cinema fino a Roberto Baggio

Se sono le osservazioni con un vero e proprio psicologo la parte pi? interessante di Alessandro Cattelan: Una semplice domanda, questo va vanificando il resto delle scenette che cercano di cucire il tessuto narrativo del programma, suscitando nello spettatore un barlume di curiosit? solamente in quei pochi scambi di dialogo. In cui scientificamente, ed empaticamente, viene spiegata la formula della felicit?, quella che fino in fondo non potr? mai essere inquadrata e che, a quanto pare, ? altrettanto difficile racchiudere in formato tv.

Pur volendo inserire all?interno del prodotto pi? categorie e storie possibili, gli antipodi che lo show cerca di collegare sono talmente opposti da non generare un senso di armonia nella differenziazione.

Dal salire su un cantiere per appendere un enorme manifesto alla camminata nella natura con Paolo Sorrentino, per rivivere i momenti pi? significativi della tua vita c?? un mare di vacuit? che limitatamente la serie riesce a colmare, accendendo un?ulteriore domanda nello spettatore, che ? quale ? stato il criterio con cui si ? deciso di mettere assieme Roberto Baggio con ?4 religioni? e il bungee jumping.

Alessandro Cattelan: Una semplice domanda…?

Il problema poi Alessandro ? che pi? cerchi di essere naturale pi? le tue comparsate finiscono per risultare false e tirate. C?? agitazione nelle sequenze con i tuoi ospiti, non c?? lo showman che tutti noi conosciamo che riesce a gestire da solo un intero palco come quello del Mediolanum Forum di Milano. Nel tuo volerti dimostrare impegnato nell?ascolto dei tuo comprimari diventa tangibile una smania di riuscire che ? quella che forse ti porti dietro proprio dal fiasco della parentesi Rai, cercando ancora una volta di fare qualcosa che si riveli unica, sforzandoti talmente tanto da non permettere al pubblico di rilassarsi e godere della visione.

E, alla fine di questo lungo e anche un po? dispiaciuto quesito, rilancio ancora una volta: perch? Alessandro Cattelan: Una semplice domanda? Perch? non tornare su territori che ti sono familiari, sui talk show, sulla conduzione in cui non si vedr? l?ora di vederti con l?arrivo dell?Eurovision? Ma, soprattutto, ? con lo show su Netflix che hai trovato la felicit?? Perch? per lo spettatore non ? stato cos?.

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