Recensioni
Cenerentola: recensione del musical su Prime Video con Camila Cabello
My Red Carpet

Cenerentola: recensione del musical su Prime Video con Camila Cabello

Tags: Amazon Prime, camila cabello, cenerentola, musical, Recensione

Recensione di Cenerentola (2021):

Tra le derive pi? discutibili della corrente post #MeToo, quella di puntare il dito contro alcune fiabe Disney con protagoniste femminili ? senza dubbio la meno condivisibile. Se per alcune il bacio del Principe a Biancaneve non ? consensuale, visto l?evidente stato di sonno profondo da avvelenamento alla quale ? sprofondata la bella, alla Sirenetta e a Cenerentola ? invece stata imputata la colpa di essere poco femministe, perch? entrambe in attesa di un uomo ? possibilmente facoltoso ? che le salvasse dalla condizione di miseria o pericolo nella quale venivano presentate.

Un attacco che ha dato vita a discussioni e dibattiti, approfondimenti e rivalutazioni, prese di posizione e risatine sotto i baffi, al grido parzialmente unanime di maschilismo e aderenza al patriarcato. Chiaramente, anche l?audiovisivo non poteva esimersi dal tornare al passo con gli intransigenti tempi della cancel culture e a modernizzare in chiave empowerment al femminile proprio la celebre storia basata sull?omonima fiaba dello scrittore francese Charles Perrault, ci ha pensato Amazon con un musical pop e contemporaneo prodotto tra gli altri da James Corden.

Camila Cabello ? una Cenerentola con talento e ambizione

Mantenendo le travi portanti dell?intero scritto originale e del primo classico a cartoni del 1950 realizzato da Disney, la Cenerentola del duemila ventuno si prefigge di trovare un punto in comune tra il biasimo intellettuale e la riconoscibilit? desiderata da un pubblico trasversale, inserendo nel profilo caratterizzante della protagonista l?ambizione a raggiungere i propri sogni di fama e indipendenza economica all?infuori dell?amore, comodo e salvifico, del bel principe azzurro.

Interpretata con brio e validit? nella triade di discipline artistiche che danno vita al musical, Camila Cabello ruba la scena con la sua interpretazione ironica quanto sognante di Ella, arguta e impavida protagonista chiusa notte e giorno in uno scantinato fra l?obbligo domestico imposto dalla matrigna Idina Menzel e l?arte certosina del cucito, mettendo insieme scampoli e stoffe per realizzare abiti in chiffon e glitter brillanti. Il suo contraltare romantico ? invece affidato ad un?altra sorpresa di talenti da film musicali, il Nicholas Galitzine visto nell?indie queer Handsome Devil (2016), splendido volto romantico e perfetto principe moderno, ancora alla ricerca della propria voce in un rango dinastico che lo vuole erede prediletto dal padre Pierce Brosnan e marito forzato per interessi economici.

numeri musicali e dualismo fiabesco

All?establishment irremovibile di un regno legato alle tradizioni e a rigidi schemi di sangue, il Cenerentola rivisto dalla regista Kay Cannon va a sovvertire con placidit? la condizione patriarcale delle strutture aggrappate confortamene al vecchio, portando con una gradevole ventata di trascinante ritmo pop-rock-latino una sferzata di buon umore e di tematiche contemporanee, elevando inoltre le figure femminili a entit? pi? complesse e scomponibili rispetto alla classicit? fiabesca.

La semplificazione bene/male che da sempre ha contraddistinto la riconoscibilit? infantile delle fiabe qui di certo non viene annullata, o quantomeno resa meno inequivocabile. Eppure si avverte, tra la cura cromatica della messinscena e i numeri musicali che emergono nella timeline, un tentativo apprezzabile di deformare il dualismo del buono e del cattivo, provando a vagliare sotto la patina non solo i personaggi considerati villain come il re di Brosnan, la matrigna di Menzel e le sorellastre sgraziate, ma nell?amalgama finale del coronamento romantico e della realizzazione personale della protagonista, non pi? rinunciataria di un aspetto formativo e non intercambiabile di s? del tipo: o l?amore o il lavoro.

Amore romantico E Realizzazione personale

La Cenerentola dell?era digitale infatti, trova il suo incantesimo non soltanto nella colonna sonora di brani cult in versione up to date coordinati in coreografie vitali e poi lievi, ma ancor pi? nel non aver imposto un epilogo atrofizzante in stile aut aut, non strizzando l?occhio n? alla deriva polemica del #MeToo che vuole spazzare via il passaggio formativo di favole millenarie, n? all?immutabilit? patrigna del romanticismo come unico rifugio per la donna.

Mescolando “Somebody to Love” con “Material Girl”, “Seven Nation Army” con “Perfect”, finalmente forse, il musical di Amazon osa intraprendere una strada meno battuta perch? pi? coraggiosa di quel che si considera. Quella cio? della coabitazione possibile per le ragazze sia della costruzione si s?, sia dell?amore a due; dell?autodeterminazione senza rinunciare al sentimentalismo; delle strette di mano d?affari senza il rifiuto della corporeit? epidermica, donando cos? una complessit? personale senza amputare o negare aspetti o parti di s? che le renderebbero s? pi? politically correct, ma certamente meno appagate.

Leggi anche:

IN THE HEIGHTS ? SOGNANDO A NEW YORK: RECENSIONE DEL MUSICAL AL CINEMA

 

Articoli recenti

ticket-to-paradise-recensione
Recensioni
Roberta Panetta
Ticket to Paradise Recensione: Clooney e Roberts nella rom-com di cui avevamo bisogno
AND-anche-emma-stone-cast-film-lanthimos
Film
Roberta Panetta
AND: anche Emma Stone nel cast del nuovo film di Lanthimos