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For Life: recensione della serie tv su Netflix tratta da una storia vera
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For Life: recensione della serie tv su Netflix tratta da una storia vera

Tags: for life, netflix, Recensione, serie tv

Sinossi di For Life:

Condannato all’ergastolo per un crimine che non ha commesso, il detenuto Aaron Wallace durante la sua detenzione studia come avvocato riuscendo con uno stratagemma a prendere anche la licenza per esercitare. Difensore per altri detenuti aiutato anche dalla direttrice del carcere (Safiya Masry), mentre si sforza di ottenere vittorie per i suoi assistiti, cerca le prove per la revoca della sua sentenza. La serie ? basata sulla vita di Isaac Wright Jr.

Recensione di For Life:

Nel dibattito sociale americano il tema del carcere ? da sempre materia scottante di conflitto. Non ? una novit? che il sistema giudiziario a stelle e strisce sia uno dei pi? irremovibili e controversi, iceberg di una discriminazione sistemica che trova nei numeri esponenziali degli afroamericani incarcerati rispetto alla controparte bianca il suo manifesto inconfutabilmente sbilanciato, ricomparendo nell?agenda provvisoria dei candidati di turno in periodo d?elezione per poi tornare nel silenzio ed essere lasciato in sospeso.

Il cinema per? ha avuto a cuore il tema della detenzione, ingiusta o lecitamente punitiva, pi? o meno da sempre. Osservando quel micro-universo dietro le sbarre con interesse socio-culturale, la settima arte ha cercato non solo di portare in luce le falle di una comunit?, ma ? chiaro come tuttora sia attraversata dalla volont? di ripensare il concetto umano di correzione, intesa non solamente come emarginazione necessaria e temporale dalla collettivit?, ma come possibilit? di miglioramento e crescita per un tempo finito volto al reinserimento a nuova vita.

L’avvocato degli ultimi, da ultimo

Sul fronte di un audiovisivo a servizio degli ultimi, For Life si propone di riconsegnarci la dura esistenza in penitenziario traendo spunto dalla biografia dell?avvocato-detenuto Isaac Wright Jr, ingiustamente incarcerato e condannato all?ergastolo nel 1991, fino al rilascio completo per aver smascherato una serie di corruzioni e giochi di potere fra la polizia e il procuratore del New Jersey Nicholas Bissell. Il volto dell?attore Nicholas Pinnock si presta dunque ad una storia di iniquit? e di tare giudiziarie, una delle tante ma stavolta presa ad esempio per la sua insistenza sul percorso di risveglio consapevole alle ingiustizie perpetrate dai piani alti, emerso da un lavoro individuale di studio solitario in cui i libri, la messa alla prova del proprio intelletto e l?ostinata caparbiet? diventano le molle per una via di fuga alla propria dovuta libert?.

La serie ideata da Hank Steinberg e prodotta dal rapper 50 Cent, intende perci? far emergere la rinascita di un ultimo, la lotta alla sopravvivenza in un mondo di immoralit? politica, violenza e prevaricazione, oppressione e infangamento, utilizzando il doppio binario del prison drama e quello del cosiddetto courtroom/legal drama, in cui il protagonista, nelle aule del tribunale, si fa portavoce della propria causa e di quelle in forma episodica e verticale di suoi reclusi/clienti.

La deriva sentimentale e il pericolo di un grido inespresso nella serie For Life

Tuttavia, nonostante la meritevole tematica, l?approccio allo stesso appare pi? armonico e meno rabbioso del dovuto, e non cos? incisivo e veemente rispetto al linguaggio drammatizzato da pubblico generalista ? propensione evidente soprattutto nella rappresentazione tutto sommato tollerabile delle condizioni di vita in carcere. Per l?urgenza e l?indignazione del tema infatti, filtrato non di meno che da un afroamericano sulla propria comunit?, For Life adotta, cercando di abbracciare pi? fette di pubblico possibile, una messinscena familiare, votata al raggiungimento emotivo pi? che alla denuncia istintiva, all?elevazione di un black Messiah integro e integerrimo, capace di condurre da solo una battaglia contro il Sistema, trovando sempre la giusta mediazione.

Il rischio di elevarlo a eroe moderno nella serie ? senza dubbio implicito narrativamente, ma probabilmente scivolata sovente alla riduzione tra buoni e cattivi senza vie di mezzo, privata dei contorni di grigio, delle componenti ruvide, veriste, sgradevoli dell?internamento e della quotidiana violenza subita. Il tentativo ? dopotutto apprezzabile: For Life ha l?onere di toccare un mondo sensibile, senza mai scendere a compromessi con un?agitazione veramente incandescente come invece avrebbe dovuto fare. ?

Per approfondire il tema del sistema carceraio statunitense leggi anche:

TIME: CRONOLOGIA RIAVVOLTA IN SOGGETTIVA NELLO SPLENDIDO DOCUMENTARIO CANDIDATO AGLI OSCAR

 

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