2020
Greenland
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Greenland, la recensione del disaster movie con Gerard Butler

Tags: gerard butler, greenland, greenland recensione, morena baccarin

Gerard Butler?di nuovo alle prese con il?peggiore?dei nemici: la fine del mondo. Greenland, al cinema dall’8 ottobre.

Se c?? un film di serie B da girare, Gerald Butler ? pronto. Se c?? un film d?azione in cui confrontarsi e lottare, Gerald Butler ? pronto. Se c?? un film di (quasi) serie B in cui ? fortissima la componente d?azione e in cui non solo bisogna confrontarsi e lottare, ma fuggire per mettere in salvo la propria vita, Gerald Butler non solo ? pronto, ma sembra l?unico interprete a poter prendere in mano le redini della situazione e portare tutti al riparo. O, almeno, questa volta, tutta la sua famiglia. ? infatti Greenland che vede la vicinissima colluttazione tra la terra e il meteorite impazzito Clark, prima presenza nell?atmosfera terreste, presto diventato minaccia concreta per il genere umano.

? la fine dei dinosauri che aspetta i cittadini di tutto il mondo per l?imminente impatto della meteora con la superficie mondiale, inizialmente meraviglia da osservare in cielo alzando gli occhi e ammirandone il passaggio stellare, tramutatosi poi in giorno del giudizio per tutti coloro che non potranno salvarsi. Sono pochissime le persone che, ricevuto un avviso presidenziale, potranno approdare alle zone preferenziali per accedere a un volo che li condurr? chiss? dove, chiss? con quale scopo. Indicazioni che anche John Garrity (Butler) ha ricevuto, cos? come sua moglie Allison (Morena Baccarin) e il figlio Nathan (Roger Dale Floyd), che dovranno recarsi nel posto designato in una notte di fuoco e terrore, dove l?inevitabile fine del mondo ha catapultato nell?oblio e nell?oscurit? l?animo e il controllo della razza umana.

Un vero e proprio survivor movie quello diretto da Ric Roman Waugh, che nel suo appartenere primariamente a un altro genere cinematografico, ossia il pi? eclatante e esorbitante disaster movie, aggiunge con decisione la componente della sopravvivenza legata all?essere umano trascritta nello script dello sceneggiatore Chris Sparling. Seppur il trovare rifugio e, di conseguenza, il tirare fuori un lato atavico che costringe le persone all?autoconservazione ? presente, necessariamente, in qualsiasi film che debba affrontare catastrofi naturali, situazioni di estremo pericolo e vicende in cui ? sostanzialmente il riuscire a mantenersi in vita il punto focale del loro esistere, in Greenland questo senso di primordialit? si fa veicolo fortissimamente caratterizzante di un momento inimmaginabile per l?umanit?, riuscendo a descriverne soluzioni possibilistiche con un racconto che spinge sull?accelerazione dello scontro e della violenza.

Nella disperazione che pervade le strade di tutto il mondo, per quelle vie americane su cui i personaggi di Greenland scivolano sperando di trovare un riparo sicuro per proteggersi dal vicino impatto, ? proprio la brutalit? a riempire la prima parte del film di Waugh, buia come il percorso che il protagonista e la sua famiglia devono attraversare per giungere a un porto sicuro, mentre ? una crudelt? feroce a dettare il contorno che li circonda. Gli uomini si tramutano, cos?, in bestie senza freni, in animali portati ad uccidere altri animali per trovare una soluzione alla loro impotenza resasi palese. Il disaster movie non solo pone in prospettiva distruttiva il danno naturale, ma l?assenza totale di compassione che nessuno sembra mostrare negli istanti pi? vulnerabili del pianeta Terra, una mancanza di empatia che spaventa non quanto l?arrivo di un meteorite, ma interroga sulla fiducia che possiamo riporre nel nostro genere d?appartenenza.

Se la privazione di qualsiasi luce, fisica e spirituale, ? ci? che stabilisce i canoni di ben met? film, ? nella sua seconda parte che, purtroppo, Greenland si re-immette su costruzioni precostituite e pre-iscritte del film d?azione, un cambio di prospettiva che crea un risonante distacco tra le due istanze della pellicola, quella pi? cupa e spietata con cui si ? aperta e sviluppata e quella ora pi? canonica e prevedibile. La sceneggiatura e i dialoghi dell?opera perdono perci? lo smalto che avevano cercato di rendere Greenland un prodotto che fosse pi? del suo solo intrattenimento calamitoso, appiattendosi e riemergendo in superficie non tentando pi? un tono rovinoso e, a suo modo, riflessivo, tornando agli standard del pi? sdoganato film catastrofico.

Una sopravvivenza a cui, forse, Greenland non ha saputo credere fino in fondo, pensando di dover alleggerirsi e smorzare per assecondare e facilitare il pubblico, semplificando i propri intenti e portando in conclusione, solamente, i suoi protagonisti allo scopo finale. Un film che ha, comunque, tutti i crismi degli effetti digitali discutibili e la prosaicit? della recitazione per i suoi interpreti, non facendo per? pregare lo spettatore affinch? il meteorite colpisca al pi? presto la realt? dei protagonisti e, per questo, riuscendo nonostante tutto a salvarsi nella propria maniera.

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