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Wonka: la recensione del film con protagonista Timothée Chalamet
Alessio Zuccari

Wonka: la recensione del film con protagonista Timothée Chalamet

Tags: paul king, Timothèe Chalamet, wonka
Wonka: la recensione del film con protagonista Timothée Chalamet
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Alessio Zuccari

Wonka: la recensione del film con protagonista Timothée Chalamet

Tags: paul king, Timothèe Chalamet, wonka

Il regista dell’amato Paddington torna con un’operazione che vuole riscrivere il personaggio di Roald Dahl e ripetere l’operazione buonumore.

Dimenticate il paranoico di Gene Wilder o lo stralunato di Johnny Depp: il Wonka di Timothée Chalamet è un confetto di positività e buonumore. D’altronde, cosa aspettarsi da quel Paul King che ha fatto di Paddington perfetto sinonimo di cinema per famiglie? Nel film che il regista britannico scrive assieme a Simon Farnaby forse non c’è un adorabile orsetto originario del Perù, ma c’è comunque qualcuno che arriva da molto lontano.

La trama e le peripezie di Wonka

Wonka: la recensione del film con protagonista Timothée Chalamet
Photo Credits: Warner Bros.

È il giovanissimo e speranzoso Willy, emigrato da un remoto laggiù pronto ora a sbarcare nella città dove tutti i grandi desideri si possono realizzare. Scoprirà presto a sue spese che le cose sono un po’ più complicate del previsto. Da queste parti tutto ha il suo costo in monete sonanti (le sovrane, nomen omen), dalla lustrata di scarpe non richiesta a una zucca scivolata a terra, i truffaldini sorridono beffardi in ogni angolo e non c’è mai tempo per sognare ad occhi aperti. Un cartello infatti intima: «vietato fantasticare».

La città è sì scintillante, ma ha i suoi ritmi e le sue regole. Anzi, pure regolacce, come si rende conto il giovane protagonista di questa origin story del personaggio creato da Roald Dahl nel momento in cui scivola dentro la Galleria Gourmet, il ritrovo più ambito per uno come lui. Qui vorrebbe vendere le sue incredibili creazioni fatte di cioccolata ed esotici ingredienti, cosa che al cartello del cioccolato non sta però mica bene. I grandi produttori di dolciumi Slugworth (Paterson Joseph), Ficklegruber (Mathew Baynton) e Chucklesworth (Rich Fulcher) hanno al soldo il capo della polizia (Keegan Michael-Key) e fanno sgomberare a calci nel sedere Wonka, che dopo una serie di peripezie finisce imbrigliato in un contratto-prigione con la locandiera Mrs. Scrubbit (Olivia Colman). In una condizione di cattività in cui anche altri sono rimasti incastrati (Calah Lane, Jim Carter, Natasha Rothwell), parte una rincorsa alla rivalsa cadenzata da King a colpi di musical.

Un film che vuole essere come un balsamo

Wonka: la recensione del film con protagonista Timothée Chalamet
Photo Credits: Warner Bros.

Wonka è infatti un film canterino (abbiamo visto la versione doppiata, che si difende sull’unghia) e ricco in coreografia, che fonde con continuità la miseria del mondo ai colori che il giovane cioccolataio sprigiona a partire dalla sua trascinante immaginazione. Ripensando e smussando gli spigoli di un protagonista che nell’opera d’origine e nei precedenti adattamenti cinematografici aveva la sua buona dose di opacità, King riconfigura Wonka a misura del suo cinema. È chiaro che i buoni debbano prevalere, altre ipotesi non sono nemmeno contemplate.

Quindi via dal tavolo l’ambiguità, la convinzione con cui Willy si approccia al lato positivo della vita è la convinzione con cui il film spinge tutto sull’effetto Paddington. Sarebbe a dire sul farsi balsamo con il quale massaggiare e intenerire i cuori di grandi e piccini dietro al sorriso del mastro. Che a pensarci un momento è anche un po’ creatore e un po’ mago, una sorta di versione ripulita del guru del nuovo millennio (non sa leggere ed è tanto spericolato da non servirgli, quasi a ricordare dislessie e autismi di alcuni magnati tech) contrapposto al modello imprenditoriale ingessato del Novecento.

E questo suo approccio alla vita è sufficiente per sbaragliare l’impero del male ed i suoi lunghi e viscidi arti, tra cui – con uno slancio che conferma ancora quanto la religione oggi in occidente sia solo di facciata – la Chiesa, corrotta nel corpo e nello spirito che sotto le sue fondamenta ospita il caveau del cartello.

A Wonka ci si abbandona

Wonka: la recensione del film con protagonista Timothée Chalamet
Photo Credits: Warner Bros.

Per chi cercava il caro vecchio Willy Wonka tutto ciò potrebbe mandarlo in overdose di zuccheri, ma è ben chiara e soprattutto riuscita la formula che Warner Bros. (detentrice dei diritti del personaggio) e King avevano in mente di distillare nel loro laboratorio. Del film funzionano la sua euforia e l’ostinatezza di rileggere daccapo i personaggi, da un protagonista che emerge più per come Chalamet si integra nel contesto che per spiccare della peculiarità fino all’umpa lumpa con il faccione di Hugh Grant.

Wonka vuole lenire le ferite della corona di spine della vita, essendo in questo sempre coerente con se stesso e quindi un qualcosa che si asseconda e in cui ci si abbandona.

Guarda il trailer italiano di Wonka:

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