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Zootropolis+: la parola ai doppiatori e ai creatori della serie Disney+
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Zootropolis+: la parola ai doppiatori e ai creatori della serie Disney+

Tags: zootopia+, zootropolis plus, zootropolis+
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Zootropolis+: la parola ai doppiatori e ai creatori della serie Disney+

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La moderna metropoli di Zootropolis rivive in una nuova serie per Disney+: com’è stata creata Zootropolis+? La parola agli addetti ai lavori dello show targato Walt Disney Studios Animation.

Il mondo animale è cambiato: non è più diviso in due fra docili prede e feroci predatori, ma armoniosamente coabitato da entrambi. Judy è una coniglietta dalle grandi ambizioni che sogna di diventare poliziotta, poiché le è stato insegnato che tutto è possibile in questo nuovo mondo. Nick è una volpe che vive di espedienti nella capitale, Zootropolis, dove Judy, dopo un estenuante training in accademia, approda come ausiliaria del traffico. Toccherà a loro, inaspettatamente uniti, risolvere il mistero dei 14 animali scomparsi che tutta la città sta cercando e sventare i piani di chi vuole impossessarsi del potere locale, secondo l’atavico principio divide et impera.
Zootropolis, cartone del 2016 Disney supervisionato dall’onnipotente John Lasseter, affronta di petto la tematica più attuale di tutte: l’uso della paura come strumento di governo. Tra i lungometraggi d’animazione più apprezzati e completi degli ultimi anni, anche questo progetto gode oggi di un “sequel”, o meglio, di una mini-serie spin-off in sei brevi episodi con alcuni dei personaggi del film.

Come raccontato nella nostra recensione di Zootropolis+, il gradito ritorno nell’iconica metropoli ideata da Byron Howard, Rich Moore e Jared Bush chiarisce alcuni punti paralleli alla narrazione del film originale: com’è arrivato il toporagno Fru Fru alla scelta della sua damigella d’onore? E il toporagno Padrino come ha costruito la sua fortuna? Ma soprattutto, perché Flash sfrecciava tra le strade della capitale?

Trent Correy e Josie Trinidad, registi della mini-serie, aprono la conferenza stampa globale a cui abbiamo partecipato raccontando il loro legame con il film originale e l’origine di Zootropolis+: “Tra i film a cui ho lavorato, Zootropolis è sicuramente uno dei miei preferiti; il culmine della mia carriera”, ha dichiarato Correy, che del film originale è stato uno degli animatori.

“L’idea di questa serie è assolutamente di Trent, e quando l’ha proposta ho pensato che fosse geniale”, ha poi detto Josie Trinidad, che ha collaborato al soggetto del film originale. “Lavorare al film è stato sicuramente più impegnativo, ma anche questa volta mi sono divertita tantissimo, anche perché le idee che Trent aveva era semplicemente geniali, come ad esempio quella di mescolare vari generi”.

E se di generi si parla, non poteva mancare un episodio musical, precisamente il terzo della serie dedicato al personaggio di Duke Weaselton, la donnola ladro che nel film originale in italiano aveva la voce di Frank Matano e qui canta il brano Big Time, composto per l’occasione da Elyssa Samsel e Kate Anderson, anche loro presenti alla press conference della serie.

“Abbiamo avuto il privilegio di scrivere la canzone Big Time insieme al grande Michael Giacchino, autore delle musiche del classico originale”, ha raccontato la Samsel. “Eravamo piene di gioia quando abbiamo saputo che c’era la possibilità di scrivere un numero musicale per il personaggio di Duke: volevamo per lui una canzone che gli permettesse di scatenarsi, quindi abbiamo scelto un genere a metà fra David Bowie e i Queen. Credo che abbia funzionato davvero bene per il tipo di personaggio che è Duke”.

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A concludere il talk sulla serie è poi Nathan Curtis, producer, che a proposito di Zootropolis+ ha dichiarato: “La cosa bella di lavorare ad un progetto dei Walt Disney Animation Studios è avere opportunità sempre nuove. In questa serie, ad esempio, sono stati coinvolti creativi che avevano già lavorato al film originale, come Josie e Trent, e altri, invece, che non vi avevano lavorato prima e hanno portato nuove idee. In tal senso, ogni esperienza alla Disney è frutto di un grande lavoro di collaborazione ed è forse questo l’aspetto più incredibile e divertente: la gioia di lavorare insieme che si riflette inevitabilmente sul risultato finale e che crea sempre nuove e sorprendenti opportunità”.

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