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Dollface, la recensione: come la serie Star esplora l'universo femminile

Tags: disney plus, Dollface, Kat Dennings
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Dollface, la recensione: come la serie Star esplora l'universo femminile

Tags: disney plus, Dollface, Kat Dennings

Dollface ? la serie con protagonista Kat Dennings che, tra comedy e trovate oniriche,?esplora l’universo personale e femminile

Il brand di Star, sesto della piattaforma Disney +, continua ad arricchire la propria library e lo fa con una serie di prodotti originali. Produzioni che, in verit?, nascondono dietro gi? un percorso intrapreso in America assieme al portale Hulu, legato a doppio giro proprio con Disney +, i cui prodotti ora potranno finire nell?apposita sezione per adulti. Da Tuo, Victor ad Alta Fedelt?, sono diverse le serie che hanno potuto presentarsi finalmente al pubblico italiano dopo il proprio passaggio nei territori statunitensi. Ed ? il caso anche di una serie come Dollface che, rinnovata gi? per una seconda stagione negli Stati Uniti, arriva dal 4 marzo sulla piattaforma digitale per offrire al pubblico nostrano un nuovo sguardo sull?universo femminile.

Intuizione che vuole come protagonista di Dollface un volto ormai notissimo nella dimensione virtuale di Disney +, visto l?enorme successo riscosso con prevedibilit? da un lavoro come WandaVision, che vede nel proprio cast proprio l?interprete principale della serie ideata da Jordan Weiss. ? la dottoressa Darcy Lewis del MCU a trasmigrare dalla fantasmagoria della realt? messa a sitcom dai fautori seriali della Marvel ad un inedito racconto prodotto, tra gli altri, dall’intraprendente stella Margot Robbie. L?attrice Kat Dennings che continua a sguazzare nelle produzioni televisive e che tenta di replicare un successo quale quello di 2 Broke Girls che port? l?interprete alla ribalta.?

Riappropriarsi della propria “cittadinanza” femminile

Anche qui, per la serie creata al tempo da Michael Patrick King e Whitney Cummings e che vedeva la Dennings accanto alla collega Beth Behrs, la formula programmata era quella della sitcom, genere che ha segnato il ruolo iconico dell?interprete vista la grinta e la sfrontatezza della sua cameriera Max, totalmente agli antipodi rispetto alla nuova protagonista a cui la donna va ad approcciarsi. Non propriamente sitcom, ma pur sempre inserita in un contesto comedy che si avvale di una spruzzata di irrealt?, Dollface mostra il lato esattamente opposto che l?attrice aveva avuto modo di esprimere con la popolarit? di 2 Broke Girls e che deve andarsi ad adattare alle insicurezze e all?introspezione di una giovane donna appena stata lasciata.

Scaricata dal suo ex e resasi conto di aver completamente tagliato fuori dalla propria vita qualsiasi ponte con la sua esistenza pre-relazione, la protagonista Jules (Dennings) si ritrova completamente sola sia a dover affrontare tanto le diatribe post rottura, quanto nel tentare di ritrovare una completezza interamente scollegata dalla figura maschile. ? prima di tutto alla mancanza di amiche a cui la donna deve rimediare, abbandonate nel corso degli anni a causa del club ristretto a cui apparteneva assieme al suo ragazzo e bisognosa quindi di approcciarsi nuovamente a un mondo da cui, per troppo tempo, ? rimasta allontanata.

Proprio sotto questa visione del bisogno di riappropriarsi della propria ?cittadinanza? femminile, Dollface si dedica ad un discorso incredibilmente stimolante che guarda all?identit? e alla coincidenza che ? possibile formare e ritrovare in quello specifico nucleo di persone tanto simili a se stessi. Una ricerca volta alla necessit? e all?incontro tra donne che non banalizza l?amicizia, fondamentale, che va strutturandosi nella quotidianit? dei rapporti, evidenziandone anzi il valore essenziale che contiene e giocando con veri e propri clich? affinch? vengano sfruttati a favore di una panoramica generale e mai generalizzata sulla coincidenza tra le diverse donne.

Dollface: la simbologia onirica della serie

Le situazioni canoniche vengono ribaltate perch?, consce della loro attinenza, voglio essere riportate attraverso la scrittura ad una profondit? che indaga maggiormente all?interno delle persone e delle relazioni che tra queste vanno instaurandosi. Il dover usare luoghi comuni non implica la scontatezza della serie, bens? fa da base alle trovate ironiche e affettuose che le puntate riservano alle protagoniste e a chi assiste alla loro storia. Usufruire delle convenzioni ? strumento creativo per una riflessione che Dollface applica con bonariet? e humour alla propria protagonista e alla nuova vita che va ruotandole attorno, rivelando molte verit? negli episodi, oltre a un senso di ri-scoperta delle intimit? del femminile, che non escludono mai il punto di vista singolo della persona.

Ad ornare questa pletora di indagini sullo spettro delle donne e della personalit? irrisolta del personaggio di Kat Dennings, la serie di Jordan Weiss sceglie di azzardare con l?espansione degli spazi e delle emozioni della protagonista attraverso un?atmosfera onirica che contribuisce a sottolineare la natura stessa dell?operazione seriale. La vistosa simbologia che va condendo come quasi un sogno l?esistenza di Jules ? l?esplicazione dei concetti portati avanti nelle puntate che si fanno metafore visive e a tratti assurde di ci? che pu? accadere nella vita, tutte volte ad aumentare il significato di ci? che sente, esprime e vive la protagonista cos? da amplificarne i sentimenti e il contenuto semantico. Un?intuizione, anche questa, per nulla scontata, audace nel suo spingersi oltre i confini del vero, alternando il surreale a quanto di pi? concreto possa accadere. Un quadro ogni volta all?allargato sull?instabilit? personale di una donna che si sente danneggiata di per s? e che, per scoprirsi meno inadeguata, pu? affidarsi ad altre donne altrettanto incerte, dubbiose, spaventate. Sentimenti che per?, insieme, possono venir mitigati e a cui una buona serie pu? aggiungere svariato divertimento.??

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