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La notte più lunga dell'anno: recensione del film con Ambra Angiolini
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La notte più lunga dell'anno: recensione del film con Ambra Angiolini

Tags: ambra angiolini, La notte più lunga dell'anno, Simone Aleandri

Sinossi ufficiale di La notte pi? lunga dell’anno:

Una lunga notte di una piccola citt? di provincia, nella quale si intrecciano, anche solo per sfiorarsi, quattro vicende personali. Un politico ad un passo dal baratro, una cubista che ha deciso di cambiare vita, un ragazzo coinvolto in una relazione con una donna molto pi? grande di lui e tre ventenni senza ambizioni in cerca di emozioni forti. Sullo sfondo, lo sguardo stanco e benevolo di Sergio, l?anziano benzinaio che – nella stazione di rifornimento aperta tutta notte ? veglia su questo piccolo mondo. Quindici ore di buio ininterrotto in cui il destino umano si fa eccezionale, poich? la notte fa perdere gli ancoraggi del giorno e gli eventi all?improvviso subiscono un?accelerazione.

Recensione di La notte pi? lunga dell’anno:

La notte pi? lunga dell?anno ? un momento speciale. ? come sospesa nel tempo, sotto un cielo che si fa scuro molto presto e decide di sorgere assai tardi. ? quel solstizio d?inverno che cala l?umanit? in un?ombra che pu? essere altres? dell?anima e in cui uomini e donne possono scavare. ? questo particolare fenomeno che sembra quasi fermare il tempo in cui Simone Aleandri inserisce il suo film, scritto assieme a Cristina Borsatti e Andrea Di Consoli, basato su un soggetto di quest?ultimo. Un momento, una citt?, delle strade su cui si snodano i racconti di personaggi che non andranno mai ad incontrarsi, monadi impazzite in una notte che non ? come tutte le altre e da cui anche loro ne usciranno inevitabilmente diversi.

Presentata Fuori Concorso alla 39esima edizione del Torino Film Festival, l?opera di Aleandri fa di un benzinaio il crocevia di un?umanit? che si diramer? per le autostrade di Potenza cercando nel buio quel conforto che spesso manca e che la pellicola sa invece trovare e restituire. ? la contraddizione il motore de La notte pi? lunga dell?anno. Quella che pone continuamente i suoi personaggi in una condizione di potenziale pericolo, ma che sfocia ogni volta in possibilit? di tenerezza. La paura che il pubblico prova per quei personaggi che sembrano voler uscire disperatamente dalla loro condizione pur non sapendo come fare, ma che riescono a percepire alla fine da parte di chi li ha scritti e diretti un estremo senso di dolcezza che accarezza i loro volti amabili.

Sulle strade della sera

L?inquietudine della notte fa da contraltare all?opportunit? a cui i personaggi del film aspirano e da cui, alla conclusione della pellicola, sembrano poter essere destinati. Non che avvenga alcuna svolta all?interno della narrazione. N? sceneggiatori, n? regista vogliono dare alcuna certezza. Ma ? la sensazione di aver intrapreso l?inizio di un viaggio importante all?interno di loro stessi e delle loro vite quello che viene restituito allo spettatore, il quale ha potuto assistere con i propri occhi a questa profonda iniziazione. Un mondo che, forse, per i protagonisti rester? per sempre lo stesso, ma che per un momento hanno sentito di poter e voler stravolgere.

La mobilit? della citt? ? in ulteriore antitesi rispetto al movimento a cui i protagonisti sono sospinti durante La notte pi? lunga dell?anno. Quel desiderio di spingersi al di l? del conosciuto, che ? andato mutandosi e trasformando faccia durante lo svolgersi di quella serata particolare, la quale nei destini all?apparenza predefiniti di quegli uomini e quelle donne vede l?occasione di una presa di coscienza che ? poi la speranza in un?alba migliore, anche se incredibilmente lontana.

L’umanit? di La notte pi? lunga dell’anno

La recitazione del cast de La notte pi? lunga dell?anno va abbinandosi a quella distensione che parte da un disagio che va ammorbidendosi nel proseguimento della pellicola. Personaggi i quali, pur non coincidendo mai nel medesimo punto nello stesso istante, creano comunque un collegamento che si rif? a quel desiderio di Simone Aleandri di voler vedere nel particolare dei suoi protagonisti un tessuto pi? universale. L?umanit? tutta espressa in una manciata di episodi, unita dalla chiarezza della consapevolezza e della comprensione.

Con l?unica pecca di veder sostare per un tempo eccessivo le sue storie su un principio che sembra non partire mai, immettendo i personaggi troppo tardi sulla giusta via pur riuscendo fortunatamente poi ad imboccarla, La notte pi? lunga dell?anno ? un cammino che Aleandri invita i suoi protagonisti a fare e, cos?, anche gli spettatori. Un salto in macchina verso un nuovo incrocio, che sta agli esseri umani decidere poi dov?? che potr? portarli.

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