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Cristiana Puntoriero

Pesci Piccoli: recensione della serie Tv con i The Jackal

Tags: prime video, Recensione, serie tv, the jackal
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Cristiana Puntoriero

Pesci Piccoli: recensione della serie Tv con i The Jackal

Tags: prime video, Recensione, serie tv, the jackal

La prima serie tv scritta, diretta e interpretata dai The Jackal Pesci piccoli – Un’agenzia. Molte idee. Poco budget eredita da The Office una comicità da lavoro in ufficio che ci mancava, regalandoci sei episodi spassosi pieni di idee e ottima scrittura.

La trama ufficiale di Pesci Piccoli:

Nell’epoca delle star di TikTok e di vite di successo incorniciate nei social, cosa c’è di bello nel fare ogni giorno una vita normale? E se questa vita normale si svolgesse in una piccola agenzia di comunicazione social? Ciro, Fabio, Fru e Aurora sono amici e colleghi immersi nel sottobosco digital fatto di brand provinciali sfigati e piccoli influencer tragicomici, ma anche fatto di gesti di amicizia, flirt tra colleghi e riti di gruppo. L’arrivo di una nuova manager declassata ma decisa a dimostrare il suo valore porterà un’ondata di novità, e insegnerà loro che anche un’esistenza normale, senza successi garantiti da milioni di follower, nasconde qualcosa di prezioso se hai gli amici giusti.

La recensione di Pesci Piccoli:

Disponibile su Prime Video a partire dall’8 giugno, Pesci Piccoli – Un’agenzia. Molte Idee e Poco Budget è la prima serie tv prodotta, scritta, diretta e interpretata dai The Jackal, il collettivo di youtuber formatosi nel 2005 e da subito considerato fra i più promettenti dei creativi di contenuti social. Spaziando fra Youtube, webserie, televisione e cinema (Addio fottuti musi verdi), gli storici componenti del clan partenopeo Ciro Priello, Fabio Balsamo, Gianluca “Fru” e Aurora Leone sono stavolta protagonisti di una collaborazione con Prime Video e Mad Entertainment, per dar vita ad una divertente sit-com in stile The Office che gioca a raccontarci il dietro le quinte di un’agenzia di comunicazione social che si occupa di spot pubblicitari per il web, trovando nell’arrivo di un capo del nord, rigida e didascalica, l’avvio di sei episodi godibilissimi tutti da vedere nella rapidità dei trenta minuti circa o poco meno.

Greta (l’esordiente e già ottima Martina Tinnirello), la nuova manager declassata dalla sede milanese per aver dato uno schiaffo ad un cantante famoso (scoprite voi chi), arriva nella succursale meno trendy delle periferie di Napoli, portando con sé un po’ di scompiglio. Lì si usa un approccio al lavoro più flessibile e più fuori da schemi pre-imposti, fra scherzi, merendine e pause più lunghe del previsto, e soprattutto non si ha a che fare con influencer e star dei social di spicco, ma piuttosto da personalità della rete più sfigate e dal dubbio gusto artistico. Capo e impiegati, ovviamente, si scontreranno in quasi tutto, ma ognuno di loro porterà nell’altro l’occasione unica per migliorare sé stesso e la propria creatività.

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Credits: Prime Video

La (loro) noia dell’ufficio diventa il (nostro) divertimento

Diretta da Francesco Ebbasta, ideata da Francesco Ebbasta e Alessandro Grespan che hanno scritto il soggetto e la sceneggiatura assieme a Luca Vecchi e Stefano Di Santi, Pesci Piccoli si ispira dichiaratamente (in un episodio mokumentary in particolare) al cult ‒ prima inglese con Ricky Gervais, poi americani con Steve Carell ‒ The Office, sia per ambientazione da workplace (l’ufficio grigio e banale di un’agenzia pubblicitaria diviso in scrivanie, sale riunioni e pause caffè) sia per l’iper-caratterizzazione caricaturale dei personaggi diversissimi fra di loro, i quali creano ad ogni episodio autoconclusivo dinamiche relazionali fra le più disparate, come scontri di idee, innamoramenti, complicità, piccole bagarre.

Un’impostazione classica di comedy d’ufficio, come abbiamo visto anche in Camera Cafè o nella recente Call My Agent Italia, che in Pesci Piccoli funziona al meglio adattandosi alla comicità di sketch, battute e disincanto che ha fatto la fortuna dei The Jackal, e al materiale contemporaneo dei social media (che loro conoscono più che bene) inserendo ad ogni episodio un elemento chiave della comunicazione internet (gli hater, i commenti dei leoni da tastiera, i balletti di Tik Tok, gli influencer vuoti di contenuti ma pieni di follower chiamati per comparire negli spot), mostrandoci così il lato meno cool e più noioso del lavoro creativo.

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Credits: Prime Video

(Dis)incanto social nella serie dei The Jackal Pesci Piccoli

Smontando l’immaginario comune di fascinazione e fama a cui siamo soliti legare queste nuove professioni, Pesci Piccoli non ambisce a costruire chissà quale discorso o dietrologia sulla condizione moderna del lavoro creativo, ma a dispetto del titolo fa emergere una mole fortissima di idee di scrittura e inventive comiche tarati per far affiorare al meglio le peculiarità specifiche di ognuno dei componenti del gruppo, unendole assieme in gag mirate alla risata mai volgare, ma sempre fresca, intelligente, in qualche modo anche profonda.

Ci è voluto un po’, ma forse i The Jackal hanno trovato nella serialità da piattaforma (prima di questo, su Netflix anche Generazione 56K) il loro nuovo vestito che calza a pennello, e che regala agli spettatori (anche a chi non conosceva la loro verve) qualche ora di spensierata ricreazione dalle incombenze del quotidiano, che eredita con onore il lascito di una perla della sit-com che ha scritto e fatto la storia come The Office. Quindi, grazie The Jackal.

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