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The Crown 5: è il gioiello della corona di Netflix? Parola al cast!
Roberta Panetta

The Crown 5: è il gioiello della corona di Netflix? Parola al cast!

Tags: the crown, the crown 5
The Crown 5: è il gioiello della corona di Netflix? Parola al cast!
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Roberta Panetta

The Crown 5: è il gioiello della corona di Netflix? Parola al cast!

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La stagione che descrive i decadenti anni ’90 è ora su Netflix: cosa dicono cast e autori di The Crown 5?

La quinta stagione di The Crown ha fatto il suo debutto su Netflix lo scorso 9 novembre, tra commenti contrastanti che giungono da pubblico e critica. Il nuovo cast dello show di punta della piattaforma ha sfilato su di un sontuoso red carpet a Londra, con una proiezione al Theatre Royal Drury Lane, tra look sobri e senza particolari sfarzi, forse per commemorare la regina Elisabetta II.

Mentre sono in corso le riprese della sesta (e presumibilmente ultima) stagione, gli stessi attori sono stati anche protagonisti di una global conference a cui abbiamo avuto il piacere di partecipare.

Nei nuovi episodi dell’iconica serie, la Regina Elisabetta II, interpretata in questa stagione da Imelda Staunton, si avvicina a celebrare il 40° anniversario della sua ascesa al trono. Il Principe Carlo, interpretato da Dominic West, fa pressioni su sua madre per permettergli di divorziare da Diana (Elizabeth Debicki), ma la tensione è destinata a salire ulteriormente, quando entra in scena Mohamed Al Fayed (Salim Daw). Spinto dal suo desiderio di accettazione da parte dell’ordine più alto, sfrutta la ricchezza e il potere che si è fatto da sé per cercare di ottenere per sé e suo figlio Dodi (Khalid Abdalla) un posto al tavolo reale.

Un nuovo cast

Il nuovo cast, che va a sostituire il precedente (pluripremiato), ha espresso immensa gratitudine nei confronti di Peter Morgan, autore di The Crown, e Netflix, che vede The Crown come il suo “gioiello della corona”. Imelda Staunton succede all’incomparabile Olivia Colman, interprentando una regina ferita e quasi silenziosa, complice una storia, quella degli anni ’90 della Royal Family, triste e tormentata.

E a proposito della sua esperienza sul set, la Staunton ha dichiarato: “La sfida più grande ogni volta di The Crown è quella di riportare al pubblico l’interiorità dei personaggi; non rendendo palese i loro sentimenti a parole, ma permettendo al pubblico di scavare in quel perimetro ristretto in cui è chiusa la famiglia reale. Investigarlo risulta alquanto soddisfacente, come anche interpretarlo. E a metterlo in scena ci ha aiutato ogni compartimento, tutti hanno rispettato i dettagli delle location, dei costumi e del make-up al 100%. A Peter Morgan perciò era affidata la parte umana, a noi di esaltare il magnifico lavoro di tutti i creativi che hanno contribuito al risultato della serie”.

The Crown 5
Photo Credits: Netflix

Rispettare il body language e lo studio dei personaggi

Come nella maggior parte dei biopic che si rispettino, pur essendo The Crown una serie tv storica romanzata, l’avere a che fare con personaggi realmente esistiti o esistenti pone gli attori di fronte a un grande studio del body language e della voce. E se i riflettori sono tutti puntati sui personaggi della regina e della principessa Diana, a fare un immenso lavoro recitativo è l’interprete Lesley Manville, interprete della sua principessa Margaret a cui viene dedicata un’intero episodio tra ricordi e rimpanti. L’attrice di La Signora Harris va Parigi ha dichiarato: “È una puntata dolce, come è stato dolce Timothy Dalton nell’interpretare Peter Townsend. Margaret è stata un’icona glamour, mentre adesso deve fare i conti con l’età che avanza. È tenero vedere i due personaggi ancora insieme, anche se è indescrivibile il dolore che la donna può provare. Riflette su tutto quello che avrebbe potuto avere e su cosa ha ottenuto, ma che non l’ha soddisfatta. Nell’episodio, però, è nuovamente divertente e giocosa e questo grazie all’aver rivisto proprio il suo grande amore.

Diana e Carlo

Raccolgono l’eredità degli indimenticabili e indimenticati Emma Corrin e Josh O’Connor gli attori Dominic West e Elizabeth Debicki, ai quali sono toccati i ruoli più complessi e chiacchierati. I tradimenti con Camilla erano stati una costante nell’infelice rapporto coniugale tra Carlo e Lady Diana. Questa triste storia è certamente la più conosciuta della royal family ma non dimentichiamo che in quello stesso anno un quarto evento fece metaforicamente tremare il pavimento di Buckingham Palace: l’uscita della biografia della principessa Diana nello scandalosissimo libro di Andrew Morton. L’immagine che apparve di Lady D fu la più tragica che il popolo inglese avesse mai visto: una donna bulimica, costantemente tradita, infelice e che aveva tentato più volte il suicidio (anche quando incinta di William).

Come rendere allora sul piccolo schermo un ruolo iconico che è stato prima interpretato da grandi attrici come Naomi Watts? Così risponde Elizabeth Debicki: “Se ero nervosa? Certamente. Ma sono molto fiera dell’impresa che tutti noi abbiamo affrontato. Entrare nello show fa sentire tutto il peso delle responsabilità che questa opportunità comporta, ma ti costringe anche a lavorare al meglio. Mi sono presa perciò del tempo per studiare Diana e trovare nell’interpretazione un compromesso tra la mia performance e la memoria degli spettatori. Una danza in cui ho lasciato spazio tanto alla recitazione, quanto ai ricordi, a cui ho lavorato potendo accedere a dei materiali d’archivio inediti e mai rilasciati. Quelli sono stati fondamentali e mi hanno aiutata più di ogni altra cosa, perché mi hanno permesso di esaminare al meglio il linguaggio del corpo di Diana”.

The Crown 5
Photo Credits: Netflix

L’annus horribilis

Era il 24 novembre 1992, la Regina Elisabetta tenne un discorso in onore del suo quarantesimo anniversario al trono d’Inghilterra e descrisse quello che stava per concludersi come un “annus horribilis”. Da allora, quest’espressione non ha mai più smesso di alludere ai tristi eventi che neppure Queen Elizabeth riuscì a tenere lontani dalla luce del sole. Ma cosa rese effettivamente il 1992 così orribile?

Si trattò di un anno incredibilmente complesso per la royal family: tre dei quattro figli della Regina Elisabetta si separarono. E non parliamo solo della fine del matrimonio tra il principe Carlo e Lady Diana perché, a dirla tutta, la prima a separarsi fu la principessa Anna. La stessa sorte toccò presto anche al principe Andrea. Dopo dieci anni di matrimonio con Sarah Ferguson, dalla quale ha avuto le due figlie Eugenia e Beatrice, il terzogenito della Regina Elisabetta ne uscì come un uomo tradito e sconfitto. Come i media stavano già raccontando a quel tempo, sua moglie Sarah Ferguson era stanca delle continue e lunghe assenze del principe Andrea dovute ad impegni istituzionali in rappresentanza della Corona. E fu così avvistata con altri uomini, cosa che la reputazione della royal family non avrebbe mai potuto tollerare.

Il tragico quadro di quel nefasto 1992 viene tristemente dipinto da Peter Morgan e attori con la giusta lentezza e sofferenza, in una stagione che si concludo nel 1996, alla vigilia del ferale 1997…

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