Interviste
un'estate fa conferenza serie tv sky
Alessio Zuccari

Un'estate fa, conferenza della nuova serie Sky con Lino Guanciale e Filippo Scotti

Tags: filippo scotti, lino guanciale, sky, un'estate fa
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Alessio Zuccari

Un'estate fa, conferenza della nuova serie Sky con Lino Guanciale e Filippo Scotti

Tags: filippo scotti, lino guanciale, sky, un'estate fa

Abbiamo incontrato i protagonisti della nuova serie tv di Sky e Fabula Pictures, che ci hanno raccontato com’è stato partecipare al progetto.

Il caldo, la spiaggia, i mondiali di calcio, gli anni Novanta. Ma anche la morte misteriosa di una giovane ragazza sulla quale non si è fatta mai luce. Tutto questo è al centro di Un’estate fa, la nuova serie Sky prodotta da Fabula Pictures che vede protagonisti Lino Guanciale e Filippo Scotti nei panni dello stesso protagonista, Elio. Il primo lo interpreta da adulto, il secondo da adolescente, nel rimpallo continuo tra presente e passato secondo cui sono scanditi gli otto episodi dell’operà che debutterà il prossimo 6 ottobre. Nel cast anche Claudia Pandolfi, Paolo Pierobon, Anna Ferzetti, Antonia Fotaras, Martina Gatti, Tobia De Angelis. La regia è affidata a Davide Marengo e Marta Savina, su sceneggiatura di Valerio Cilio, Federico Favot, Michele Alberico, Massimo Bacchini. In occasione dell’arrivo della serie in esclusiva su Sky e in streaming su NowTV, abbiamo avuto occasione di incontrare parte del cast tecnico e artistico.

«Con tutto il materiale che avevamo avremmo potuto fare cinque serie» scherza Cilio. «Abbiamo tutti un’estate magica da ricordare e abbiamo tutti un dolore grande. Abbiamo messo insieme queste due cose per farne la base di partenza». Ma il punto di forza di Un’estate fa è il saper conciliare il lato più cupo del racconto con un tono più spensierato. «Una cosa su cui ci siamo impegnati molto è il non lasciare mangiare tutto dal giallo. Abbiamo riflettutto che dietro ad un evento tragico è giusto lasciare spazio anche alla leggerezza». Forse c’è un po’ di Laura Palmer dietro questa scomparsa, rievocata un poco alla volta, al centro della serie? «Certamente era un riferimento, ma siamo andati subito da un’altra parte. Avevo in testa più film e idee in relazione agli anni Ottanta, anche alla commedia, con l’interesse di fondo di schivare le ovvietà sui viaggio nel tempo. Laura Palmer c’era, ma un po’ meno».

Poter contare su di una sceneggiatura solida è in fondo il sogno di ogni regista. «Tutto parte sempre dalla scrittura» commenta Marengo. «La commistione di generi e di epoche diverse ci ha consentito di mettere assieme incontri speciali. In questo un grazie va anche al cast, che mi ha consentito di scoprire meglio attori che conoscevo e altri che invece ancora no. Si è rivelato un momento molto bello quando abbiamo fatto incontrare giovani e adulti, con gli uni che cercavano di rapire e capire i gesti degli altri». Gli fa eco Savina: «Per me è stato un grande onore essere coinvolta nel progetto e poter lavorare con Davide e la sua esperienza. La sfida che mi ha fatto interessare alla serie è stata la possibilità di manipolare tanti registri di tono e avere il privilegio di avere un cast doppio, formato da attori affermati e di giovani emergenti, da portare però fuori dalla formula del teen».

Un cast misto tra giovani e adulti

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Photo Credits: Sky

A fare da capofila in questo cast c’è senza ombra di dubbio Lino Guanciale. «A me parlò di questa idea Michele Alberico già diversi anni fa. Rimasi conquistato dal progetto. Dissi: “Se va in porto, voglio esserci” Ignorando il fatto che mi sarei trovato davanti persone che mi avrebbero poi detto “Filippo fa il giovane, tu il vecchio”» scherza l’attore. Poi continua: «Al di là delle battute, mi interessava l’idea di mischiare le carte. Il futuro della produzione culturale sta in questo, nell’idea di battere nuove strade e di sperimentare, cercando di fare attenzione al bilancino, al come dosi i vari ingredienti della “torta”».

Filippo Scotti è invece soddisfatto di questo suo lavorare con un doppio in versione adulta? «Con Lino ci siamo conosciuti all’inizio e abbiamo costruito al meglio qualcosa che forse non era ancora chiaro né a me né a lui» racconta il giovane talento esploso con E’ stata la mano di Dio. «Siamo partiti dalla sceneggiatura e ci siamo affidati al lavoro di Davide e Marta. Penso sia interessante tornare nel passato con la mente di un adulto, con una figlia e una moglie, e riscoprire la semplicità, la bellezza di un’amicizia e di un rapporto perduto. E la cosa che mi sta più a cuore è l’aver passato momenti con tutti i miei colleghi, in particolare con quelli più giovani».

Tra i personaggi fondamentali c’è poi Costanza, interpretata da Claudia Pandolfi. Una figura chiave nel presente, così come in quel 1990. «Io forse sono l’unica che vuole bene a Costanza, che la capisce. E’ un punto di riferimento per Elio, suo malgrado. Lei si aspettava una certa risposta nel suo sguardo, ma lui è un uomo che scriveva il suo personaggio in solitaria, il suo copione da seguire. Da grande, quando i due si ritrovano, questa cosa si rivela un argomento molto scomodo. Elio, ancora una volta, è lì come se la usasse. E’ una parola scomoda, ma molto realistica. Lei decide anche in questa occasione di empatizzare con lui, cosa che forse non le va, ma lo fa per affetto. Costanza è una donna forte che è stata debole, e va bene così. Probabilmente un filo troppo cinica, ma glielo concediamo».

E fondamentale non può che essere anche Arianna, la ragazza che in quel 1990 invece scompare nel nulla. «Si è rivelato molto interessante lavorare sui segreti di Arianna» commenta Antonia Fotaras. «Io già sapevo dove sarei andata, da chi sarei andata, ma il pubblico invece no. Questo mi ha fatto lavorare con più precisione su questi dettagli. C’era anche l’interesse di raccontare attraverso il crime quanto è difficile perdere una persona cara, lasciarla andare. E quindi mettere ordine al passato, per poi mettere ordine anche al presente».

Guarda il trailer di Un’estate fa:

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