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I fratelli De Filippo: recensione del film di Sergio Rubini
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I fratelli De Filippo: recensione del film di Sergio Rubini

Tags: eduardo de filippo, I fratelli De Filippo, sergio rubini

Sinossi di I fratelli De Filippo:

Il film racconta della crescita di Eduardo, Peppino e Titina e del loro desiderio di indipendenza artistica rispetto all’ombra del nome Scarpetta.

Recensione I fratelli De Filippo:

Tra i pi? bei film italiani del 2021 annoverati dalla critica e dal pubblico c?? Qui rido io di Mario Martone, presentato in anteprima alla 78esima edizione della Mostra di Venezia – di cui l?autore ? un affezionato – e che ha poi portato il suo successo direttamente nelle sale nostrane. Un film su una figura storica come Eduardo Scarpetta, il cui titolo si erge imponente su una delle dimore partenopee dell?attore e drammaturgo, che con il suo fare istrionico ha rivoluzionato la maschera napoletana e un teatro mondiale pieno di rispettabilissimi miserabili. Il volto era quello di Toni Servillo, il contorno una Napoli giunonica e in reverenza nei confronti del suo pilastro artistico.

Ma ? la decadenza della ricchezza spirituale e d?ingegno che Qui rido io aveva cominciato a sottolineare nello sciorinamento di un talento indiscusso che iniziava per? a fare il suo tempo. Ed ? con la morte immaginaria di un Pulcinella con la sua stessa faccia che Scarpetta suggeriva allo spettatore il timore di venir lasciato indietro, lui che aveva ucciso la tradizione prima di diventarla e a cui aspettava a sua volta il medesimo destino. ? perci? interessante porre sotto un?ottica di approfondimento del panorama spettacolare italiano e napoletano il rilascio di un altro film che sembra partire l? proprio dove Mario Martone andava concludendo la propria arringa.

Senza nome, ma con arte

Chiudendo in Qui rido io con tanto di dedica ai fratelli De Filippo, mai riconosciuti da quello ?zio? che gli era in verit? padre, ? proprio da questo momento che si apre la pellicola di cui va ad occuparsi della sceneggiatura e regia Sergio Rubini e che prosegue l?epica ereditaria della commedia napoletana. Scritto insieme a Carla Cavalluzzi e Angelo Pasquini, I fratelli De Filippo ? l?ulteriore distaccamento di un divario gi? noto ed esplorato come quello tra il padre-padrone-impresario Eduardo Scarpetta e il desiderio dei suoi figli illegittimi di non dipendere pi? dall?ombra di un gigante che avrebbe impedito loro di trovare la propria libert? espressiva.

Un?opera che indaga che cosa ? stato per i tre fratelli il teatro e come la risposta risiede nella collaborazione e nella fiducia artistica dell?uno negli altri, pur nelle continue conflittualit? che hanno portato nel tempo allo scioglimento di quella compagnia che vediamo andarsi a formare proprio all?interno dell?opera. Perch? se ?Pap? non ti ha dato il nome, ma tu ti sei rubato l?arte? – parafrasando una linea di dialogo tra il Vincenzo Scarpetta di Biagio Izzo e il giovane e aitante Mario Autore nel ruolo di Eduardo -, ? proprio il talento nel ramo non riconosciuto della famiglia che viene esplicato in I fratelli De Filippo.

Il percorso differente, ma sfociato negli stessi desideri di indipendenza e autonomia di Eduardo, Titina e Peppino. Un?esigenza dirompente non solo di slegarsi dal giogo familiare degli Scarpetta, ma altres? da quello ormai ripetitivo e immobile di un teatro di cui loro avevano una visione nuova, quella che diede alla luce il principio del neorealismo, tutto concentrato nel bisogno di un autore come Eduardo di poter decantare e dei suoi fratelli di potersi esibire.

I fratelli De Filippo e quella voglia di un teatro nuovo

Ma ? pur sempre dallo scontro che nasce l?arte e dalle divergenze che pu? smuoversi il genio. I fratelli De Filippo non ? esente dell?incompatibilit? che molto spesso ha contraddistinto il rapporto tra i tre teatranti, voluti riprendere da Sergio Rubini ?come fossero una rockband?. I traumi infantili e le criticit? degli Scarpetta non hanno potuto che alimentare di riflesso le inadeguatezze che i fratelli hanno nel corso degli anni sviluppato e che ne tratteggiano una storia complessa e tormentata. ? per? il teatro colui che ingloba le emozioni sopra a ogni cosa e le circoscrive per renderle carburante per nuovi materiali. Quelli che hanno saputo donarci i fratelli con il loro repertorio e di cui il film mostra l?ostentato e ostico sviluppo.

Con alcuni allungamenti non necessari e un piglio forse pi? televisivo che adatto al grande schermo, I fratelli De Filippo prosegue la biografia del teatro nostrano con accortezza e sentimento. Una monografia cinematografica dove i padri vengono metaforicamente uccisi dai figli e i figli cercano di ergersi oltre ai loro cari. Spinte individuali e ricerca di unione e solidariet? che si alternano come nelle migliori commedie. Quelle che in fondo riservano anche del dramma, per riportarci sempre alla vita vera.

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