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Meglio Nate che niente: la recensione dell'adorabile commedia musicale di Disney+
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Meglio Nate che niente: il nuovo Billy Elliot arriva su Disney+

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Periodo difficile l?adolescenza! Si passa dalle certezze assolute dell?infanzia al rimettere in discussione qualsiasi cosa. A cominciare dalle figure pi? vicine, quasi sempre rappresentate da quelle genitoriali e dagli insegnanti, che da punti di riferimento indispensabili diventano quasi dei nemici, percepiti come limiti alla propria nascente autonomia.

Non si ? pi? bambini ma non si ? nemmeno adulti, non si hanno ancora gli strumenti per esserlo. Si va alla ricerca della propria identit?, ci si sente confusi e fragili. Ed ? proprio da una romantica fragilit? che comincia l’avventura musical di Nate, il protagonista della nuova commedia di Disney+ Meglio Nate che niente.

Interpretato da Aria Brooks, Joshua Bassett, Michelle Federer e, per la prima volta sullo schermo, Rueby Wood nel ruolo di Nate, Meglio Nate che niente vede nel cast anche la straripante Lisa Kudrow di Friends nei panni dell’adorabile zia Heidi.

LA SINOSSI

In Meglio Nate Che Niente, il tredicenne Nate Foster sogna con tutto se stesso Broadway. C?? solo un problema: non riesce nemmeno a ottenere una parte nella recita scolastica. Ma quando i suoi genitori lasciano la citt?, Nate e la sua migliore amica Libby vanno di nascosto nella Grande Mela per un?opportunit? unica nella vita e per dimostrare a tutti che si sbagliano. Un incontro casuale con la zia Heidi, che Nate non vede da tempo, stravolge il suo viaggio. Insieme dovranno imparare che le pi? importanti avventure della vita sono grandi quanto i propri sogni. Basato sul pluripremiato romanzo.

Dal romanzo al libro

Durante una conferenza stampa in streaming, abbiamo potuto incontrare i protagonisti del film, ascoltando dalle voci di chi l’opera l’ha realizzata come ? stato possibile trasporre il romanzo e in che modo il musical riesce a caratterizzare una storia semplice rendendola cos? ricca.

Il confronto con Billy Elliot, la storia del giovane ballerino interpretato da Jamie Bell nel film del 2000, ? praticamente obbligatorio. La danza – in questo caso l’amore per Broadway e per il musical – come mezzo di scoperta di se stessi, di evasione dalla realt?, di accesso a una nuova dimensione dell’io ? il punto fermo di un intero filone cinematografico, e sono tanti i film che ci parlano di sogni e autoaffermazione.

Meglio Nate che niente si colloca in questa precisa area ed ? una fedele trasposizione televisiva dell’omonimo libro di Tim Federle, qui anche nei panni di sceneggiatore e regista. Proprio l’autore ha esordito in conferenza stampa raccontando le sensazioni che ha provato quando ha saputo che il suo libro sarebbe diventato un film da lui, peraltro, diretto:

Uh, ? davvero un sogno che diventa realt?. Il mio passato parla proprio di questo: un ragazzo di Pittsburgh che sogna di lasciare la sua citt? natale per trasferirsi a New York e ballare a Broadway. Non avevo mai nemmeno ipotizzato di poter far diventare Meglio Nate che niente un film, ma penso che il lato fantastico delle nostre vite dipenda da noi e dalle persone che scegliamo e che ci permettono di continuare a sognare. Con questo cast, poi, il film ha preso vita in una maniera che non avrei mai immaginato.

Il protagonista

Per la prima volta sullo schermo, Rueby Wood interpreta questo energico protagonista. Nate ? un grande sognatore e a proposito del suo personaggio, l’attore ha dichiarato:

“Sono onorato ed emozionato di aver tratteggiato sullo schermo questo incredibile personaggio. Non nascondo per il casting ? stato duro e molto lungo. Sono stato provinato e richiamato molte volte, ma ho amato ogni singolo minuto di questa esperienza perch?, diciamolo, lavorare con Tim, Aria, Josh e Lisa ? stato davvero pazzesco. Quando ho ricevuto la chiamata di conferma, mi sono sentito sulla luna, ero incredibilmente felice.”

Un ragazzo di Broadway

Quando si parla di Musical teatrali, la prima cosa che viene in mente ? Broadway. Con le sue strade illuminate, teatri ad ogni angolo e quell?aria da sogno americano, il distretto dei Teatri ? da anni il desiderio di migliaia di giovani talenti. La strada degli artisti, ? forse una delle attrattive pi? visitate dalla citt? oltre a creare una vera e propria dimensione alternativa dove protagonisti sono teatro e musica. Nate ? un ragazzo fuori dal tempo che veste anni ’90, conosce a memoria i musical che hanno fatto la storia: Wicked, Chorus Line, Les Mis?rables e sogna di poter cantare Tonight di West Side Story uscendo da una finestra di un qualche palazzo del Queens fuggendo dalle scale antincendio.

Capite bene che, con tutto questo amore per il musical, Meglio Nate che niente doveva rendere omaggio a un genere spesso sottovalutato, ma che dal punto di vista cinematografico consente di aprire molte strade.

Mentre Nate cerca la sua identit? in un film che non nasconde (per fortuna) l’orientamento sessuale del suo protagonista, la storia prende vita in un contesto metacinematografico e metateatrale, portando sullo schermo le audizioni per un musical di cui il personaggio di Rueby Wood vorrebbe essere protagonista: Lilo & Stitch. Scappato dalla sua citt? alla ricerca dell’occasione della vita, Nate si trover? a dover affrontare il primo, grande casting, quello per un musical di Broadway che ? la trasposizione teatrale di uno dei pi? grandi film Disney di tutti i tempi. La scelta del lungometraggio d’animazione non ? casuale, ed ? proprio questo che abbiamo chiesto al regista di Meglio Nate che niente: se il musical ci consente di dire cose che non riusciamo a dire nella vita vera, perch? proprio Lilo & Stitch?

Tim Federle: Allora, Nate sta facendo un’audizione per Lilo & Stitch, e la ragione di questa scelta non ? solo perch? si tratta di un cult Disney, ma perch? ? in fondo la storia di un alieno alla ricerca del suo posto nel mondo. Il musical per cui Nate sta facendo il provino rappresenta il viaggio che egli sta compiendo nel film: lui non ? uguale a nessun componente della sua famiglia e del suo contesto scolastico. E ci? che ho imparato attraverso gli anni ? che non ci devono essere emarginati nel mondo: non siamo emarginati, siamo tutti parte di un club.

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